La Bottega dell'Arte: Addio / Notturno per noi (1974)

notturno per noi
MELODICI PER VOCAZIONE, PROGRESSIVI PER ERRORE

Io credo che nessuna persona senziente che abbia ascoltato La Bottega dell’Arte dal 1975 in poi, potrebbe inscriverla in un contesto progressivo.

Semmai, sin dal loro primo successo Come due bambini e dal loro primo album eponimo del 1975 fu chiaro come avessero contribuito anch’essi al declino del nostro pop

Ambasciarono le atmosfere più effimere di un’Italia sempre meno antagonista; contribuirono a diffondere quel provincialismo da balera che aprì le porte alle peggiori metastasi musicali degli anni Ottanta, ma peggio ancora, sembrava fossero persino orgogliosi di quelle loro melodie virginali arrangiate nel più insipido dei modi possibili. Ma non furono gli unici. 

Nel momento in cui il prog si concesse alle contaminazioni, e far cassetta significava imitare i Pooh, qualunque artista in bilico tra avanguardia e sopravvivenza scelse il carro dei vincitori. Aprì la strada Alan Sorrenti con Sienteme, e tutti gli altri gli andarono appresso. Ma se Sorrenti fu perlomeno un grande contaminatore, la maggior parte dei figli illegittimi di Facchinetti e soci, si rivelarono dei semplici mestieranti. 

La Bottega dell'ArteDel resto non c’era da sorprendersi: l’Italia navigava come una barchetta di carta in mezzo alle tempeste; entrava e usciva dalle crisi economiche così come Andreotti, Moro e Rumor da palazzo Chigi, mentre la lotta armata e l’antifascismo militante cominciavano a ripagare di pari moneta i fautori della riconversione produttiva
Gli stessi contrasti all’interno delle fabbriche si erano radicalizzati dopo l’occupazione di Fiat Mirafiori del 1973; lo scenario internazionale era incandescente, e nuove paure si addensavano sull’alba del nuovo decennio. 

Occorreva dunque un nuovo pacificatore mediatico, un tranquillante sociale che rabbonisse e rassicurasse l’italia casalinga e nazionalpopolare, o parafrasando Gaber, facesse credere a tutti di essere sani

 Enrico ZannelliEd è così che dalla metà degli anni Settanta l’Italia fu invasa da gruppi e solisti neomelodici che, al di là del loro palmares o delle loro effettive qualità, si adoperarono per azzerare tutto ciò che di straordinario il prog aveva prodotto in due lustri di storia. 
Un elenco infinito di nomi nuovi, ma anche di sopravvissuti al miglior pop italiano che, se qualche anno prima avevano incarnato l’avanguardia, ora ne diventavano i becchini. 

Tra loro, l’ex chitarrista dei New Dada Franco Jadanza, artefice della svenevole Ragazzina con lo pseudonimo di Luca D’Ammonio; Angelo Sartori dei Raminghi che confluì nei Daniel Sentacruz Ensemble, e il tastierista dei Panna Fredda Giorgio Brandi passato ai Cugini di Campagna

Eppure, in tutto questo tsnumani di melassa, qualcosa scappò di mano a qualcuno, e questo “qualcuno” era proprio il quintetto romano della Bottega dell’Arte capitanato da Piero Calabrese, poi diventato uno stimatissimo arrangiatore, produttore e compositore.

La Bottega dell'Arte Notturno per noi
E cosa sfuggì loro di mano? Il primo 45 giri Addio (ottobre 1974) che affiancava un lato A palesemente melodico, al sorprendntemente diverso, Notturno per noi: oltre sette minuti di prog allo stato puro dove su una tessitura ritmica degna delle migliori Orme - piuttosto  che dei Focus - si intrecciavano momenti eterei e terremoti stumentali, sofisticati solismi, corali maestosi, e un tema portante a base di chitarra e piano arpeggiato. Da non crederci. 

Eppure, quello che avrebbe potuto essere un gioiello del rock italiano, si rivelò subito un incidente di percorso: la Tomato Records aveva pubblicato il disco senza l’autorizzazione del gruppo, e il singolo sparì dalla circolazione al punto da non venire mai più ristampato, né addirittura menzionato dagli stessi protagonisti. 
Evidentemente, malgrado le sue indiscutibili capacità tecniche, la band non ci teneva affatto a mostrare il suo lato più hard, a vantaggio di quel candore che li avrebbe portati al successo. Ma personalmente, credo che mai come in questo caso l’eccezione fosse (infinitamente) meglio della regola
Da ascoltare in ogni caso con attenzione, e tanta malinconia per un’occasione perduta.

15 commenti :

Davide ha detto...

Notturno per noi è un brano davvero notevole, peccato non abbiano insistito su tale genere. Visto che avete dedicato schede all Bottega dell'Arte e ai Pooh un ricordo degli Alunni del Sole e dell'album Jenny e la bambola del 1974? Non rispecchiano pienamente i canoni prog ma quelli propriamente più romantici però però... brani come Concerto, Un manichino in vetrina, Jenny e Un'altra poesia...

ugo ha detto...

grazie john ti adoro per avermi partorito questa "rara" scheda che solo tu potevi rendere così ricca ricollegandola al suo contesto musicale oltre che al suo periodo storico/politico.
nulla da dire scheda quasi perfetta tranne il piccolo errore sulla durata del brano "notturno per noi" che durava ben 7.20 min. al posto dei 5 e mezzo che hai citato tu e scusami se, da buon segretario personale,faccio questa precisazione. nell'augurarti le cose più belle ti invito,cosa che io sto facendo da oltre un anno,a convincere il patron della BTF MATTHIAS SCHELLER a farne una subitanea ristampa cosi come ha fatto per il singolo bellissimo(il primo) di LYDIA ET HELLUA XENIUM. per i lettori...se john ha coniato questa scheda è grazie alla mia insistenza ciao a tutti i progsters!

ugo ha detto...

tra l'altro oltre al cantante FERNANDO CIUCCI deceduto nel 2011 voglio ricordare pure PIERO CALABRESE scomparso lo scorso anno!

UGO ha detto...

inoltre l'anno successivo e siamo nel 75 e il nostro incide un brano strumentale dal titolo MARE NOSTRUM posto a fine disco dove fa eco una bellissima melodia che richiama paesaggi marini esattamente come fecero i POOH nello stesso 75 col loro brano MEDITERRANEO posto a fine lato A pur esso stupendo ed evocativo e VI CONSIGLIO di ascoltarli uno dietro l'altro e la sensazione che ne deriva vi assicuro è davvero bella UGO

Davide ha detto...

Entrambe molto belle. Bravo UGO.

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti,

personalmente credo che il loro vero capolavoro sia "A Cyntia", contenuta nel disco d'esordio.

Brano che contiene in poco più di 5 minuti un'ottima summa del prog minore di quegli anni.

Sono anni che tento di convincere il mio gruppo a "coverizzarla", purtroppo senza esiti troppo positivi.

La Bottega dell'Arte è stata davvero un'occasione perduta del prog italiano... :(

Allegri!

Gabriele

UGO ha detto...

a proposito john nella tua scheda parli,giustamente,del quintetto romano e fin qui tutto ok e allora mi sapresti spiegare come mai sulla copertina del singolo ci sono 6 persone?
chi era il sesto personaggio e poi sapresti dirmi chi era l'autore dei due pezzi del 45 giri ossia un certo ENRICO ZANNELLI?
ciao UGO

J.J. JOHN ha detto...

In effetti oltre ad Alberto Bartoli (batteria, percussioni), Massimo Calabrese (voce, basso, chitarre), Piero Calabrese (voce, tastiere), Fernando Ciucci (voce, chitarre), e Romano Musumarra (voce, tastiere, flauto, chitarre), nella foto potrebbe anche esseci quell'Enrico Zannelli che nel disco viene accreditato come compositore di tutti i brani. Ecco perché sono in sei.

Enrico Zannelli poi scomparve quando il gruppo passò alla EMI e diventò, appunto, un quintetto, ma continuò a scrivere e arrangiare brani per se e per altri.
Nel 1979 lo ritroveremo come autore di colonne sonore per bambini col nome d'arte di Fan Bernardo e autore del brano "Ramadan" per Ricky Shayne (quello di "Uno dei Mod"); nel 1981 come produttore e autore dei brani "Pazza donna mia" e "Settembre" di Marco Stellato, mentre nel 1986 comporrà "Frankenstein Horror Mix" per Phoebus (aka Pierluigi Gallo) arrangiato tra l'altro dall'ex compagno di Bottega, Romano Musumarra.
Ti segnalo anche il 45 per la Tomato "New Guaglione / Sexy Fantasy" a nome Eros 2 scritto, prodotto, eseguito e arrangiato dai Zanell'i's Brothers. Non si sa sala data, ma sicuramente il periodo è quello della "sexy music" fine anni settanta.

ugo ha detto...

e grazie per le precisazioni john riguardo la TOMATO si sapevo che aveva in catalogo,oltre al fantastico 45 della BOTTEGA,pure questo degli EROS 2 ma,a parte che non è di mio interesse bleah!,è pure facilmente reperibile e persino in 12 pollici se non erro la perla rara resta quella della BOTTEGA che nel 2012 mi son visto "fregare" da un fottuto giapponese pensa che il venditore un romano di nome DAVIDE ancora ricordo il suo nick ALDMDAEV lo mise all'asta assieme ad un altra manciata di perline prog a 45 giri tipo quello del BALLETTO DI BRONZO DONNA VITTORIA non cosi raro ma pure cose stupefacenti come OFFICINA MECCANICA tutte su PICCI RECORDS e il bel singolo degli APOLOGIA LUPI un gruppo di POTENZA con all'attivo quel solo bel singolo.e come ti dicevo me lo stavo aggiudicando alla cifra di e.125 spedizione compresa quando questo fottuto giapponese si mise in mezzo e mi spiazzò con la sua offerta di ben 400 euro!e considera che tutti quei singoli il ragazzo romano se li era procurati da un ex dipendente della RAI che glieli regalò pensa tu!dopo quell'occasione mai piu visto ne su ebay ne su discogs ne tantomeno lo hanno mai visto girare venditori proggomani del calibro di SIMONE o altri.
oggi ce chi lo pagherebbe pure fino a 1000 euro una follia per me ed è per questo che spero proprio che MATTHIAS SCHELLER lo ristampi magari come ha fatto con quello di LYDIA inserendoci dentro un inner con la storia del gruppo e del disco ciao ugo

ugo ha detto...

john nella scheda tu affermi una tessitura sonora degna delle migliori ORME e qui son d'accordo io direi le ORME de LA PORTA CHIUSA mi sembra un riferimento calzante mentre quando dici piuttosto dei FOCUS forse avrai letto pure tu la scheda che sta su PROGARCHIVE dove l'unico critico a giudicare questo bel brano NOTTURNO PER NOI li affianca ai FOCUS giusto?
e pure qui son d'accordo!
che poi il loro sia stato un errore o un incidente di percorso poco ci frega però prova ad immaginare se pure sul lato a al posto di ADDIO ci avessero messo un altro pezzo strumentale e allora si che il rimpianto sarebbe stato ancora più grande non trovi?
ma,come mi insegni tu con i sè e con i ma non si fa la storia tuttavia il complesso rimane nella memoria anche solo per quel brano unico stupendo!
pensa che quando lo scoprii nel 2012 me lo sentivo tutte le sere prima di andare a letto...del resto non è un NOTTURNO? ciao UGO
e scusami per l'antipatica mia insistenza ma sapendo della tua amicizia con MATTHIAS SCHELLER perchè non provi a convincerlo a ristamparlo?
per carità il disco di LYDIA gli è superiore ma questo qui fosse pure solo per il lato b gli vale eccome una ristampa.
e poi con le cifre assurde che hanno raggiunto gli originali una ristampa mi sembra un operazione di recupero musicale di questi cimeli nascosti e pure un atto di onestà verso noi appassionati di prog che per comperare un disco non dobbiamo venderci mica la casa? ciao ugo

ugo ha detto...

tra l'altro john mi chiedo come la tomato sia riuscita ad inserire 7.20 di musica su una sola facciata?be certo i 45 giri del prog settantiano era lunghi basti ricordare la carrozza di hans brano di oltre 5 minuti ma arrivare ad oltre 7 ce ne vuole!io ne ho uno ma è di hard e sarebbe il retro di un 45 giri dei THE CULT che dura proprio 7.20 pensa tu!

JJ ha detto...

Purtroppo non avendo il disco devo risponderti a intuito.
Per cui: è vero che sette minuti e venti erano davvero moltissimi per una facciata di un singolo, specie nel 74 quando le tecnologie erano ancora limitate. È anche vero però che la parte finale del brano ha una dinamica molto ridotta (se ben ricordo, un lungo pattern di batteria), per cui non consumava molto spazio.

ugo ha detto...

no john se lo ascolti con attenzione la parte finale è col sint e col coro dunque bella intensa prova ad ascoltare quella di samuel tuturano e vedrai cioa ugo

rael ha detto...

Il chitarrista di "Notturno per noi" oltre ad avere la chitarra da accordare meglio, ogni tanto va pure fuori tempo.

claudio65 ha detto...

Mi faccio risentire dopo lungo tempo, approffittando delle vacanze. Ma, ultimamente, ho avuto un periodo a dir poco difficile, tra casa e lavoro e quindi mi sono occupato meno del prog ... Su questo post, che trovo davvero interessante, desidero fare un commento. La Bottega dell'Arte era, tecnicamente parlando, un grande gruppo. Secondo me, il loro principale problema è stato il periodo in cui si sono affacciati alla ribalta. Concordo in pieno con J.J. che quel 1976 del "Compromesso Storico" è stato di riflusso micidiale ed anch'io che, pure, non sono propriamente un rivoluzionario, non posso che prendere atto di come l'avanguardia pop-rock degli anni precedenti fosse stata seppellita, in gran parte dagli stessi che l'avevano prodotta. La Bottega dell'Arte ha finito per etichettare, pur con la propria indubitabile qualità sonora, il "sound del riflusso". Eppure, per la loro bravura, non mi sento di condannarli al "pollice verso" come i Cugini di Campagna, i Collage, i Santo California, i Romans e tutti gli altri spargitori di melassa melodica di infimo ordine, che -detto chiaro- con i capolavori di pop melodico dei Pooh nulla aveva a che spartire.
Però, della Bottega dell'Arte,, Almeno quell'album del 1975, lo salverei perché un po' di prog ancora c'è. Secondo me, questo eccellente "Notturno per noi" dimostra che se la Bottega dell'Arte si fosse fatta sotto due anni prima, probabilmente ci avrebbe dato ben altro. Ma, in quegli anni declinanti del decennio, la gente era stanca e la stanchezza della gente ha coinvolto anche il rock progressivo. Così è andata ed anche chi, come me, magari non era (anche per ragioni d'età) sulle barricate della contestazione, non può che rimpiangere quei tempi convulsi, ma critici e creativi.